July 1, 2014 | by Fred Roeder Print

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, da Atlas Network.

Le nuove tecnologie e lo spirito imprenditoriale migliorano la nostra vita giorno dopo giorno. Tra le ultime e più importanti innovazioni per chi abita in città, troviamo le app di servizi peer-to-peer per condividere i viaggi in auto, come Uber o Lyft. Queste app abbassano i costi di transazione tra passeggeri e autisti perché li connettono direttamente attraverso i loro smartphone.

La repentina ascesa globale di Uber ha diffuso il panico tra gli operatori del settore dei taxi convenzionali, i quali stanno facendo pressione sui legislatori di tutto il mondo affinché si proibiscano questi servizi di mobilità “senza licenza”. Questi operatori, che a lungo hanno tratto beneficio dalle autorizzazioni statali concesse in regime monopolistico, sostengono che vietare tali servizi sia necessario “per proteggere il cliente”, ma in realtà vogliono proteggere solo se stessi. Da cosa, poi? Dalla libertà di scelta dei clienti stessi.

È una vecchia storia. La concessione di licenze è sempre stato presentata come un beneficio per i consumatori, quando in realtà avvantaggia solo i pochi provider del servizio, i quali possono chiedere prezzi più alti, nel momento in cui la competizione è limitata artificialmente.

La reazione a questa nuova competizione è stata vergognosa. In alcune città, come Milano o Madrid, i tassisti hanno fatto ricorso alla violenza e al vandalismo contro i collaboratori e le auto di Uber. All’inizio di giugno, i tassisti europei hanno orchestrato un sciopero in tutto il continente – davvero un modo strano per colpire i loro concorrenti.

La loro pretesa di protezione dalla concorrenza è stata sfidata dagli attivisti di Students for Liberty (SFL) di Berlino, che sostengono il libero mercato e l’imprenditorialità. Esponendo cartelli che dicevano “Il monopolio dei taxi è passato di moda!”, i manifestanti, in modo pacifico, ripetevano slogan pro-concorrenza. La contro-protesta evidentemente è stata accolta in modo favorevole dai giornalisti presenti, che pensavano di dover passare ore sotto la pioggia ad occuparsi ancora una volta della solita noiosa manifestazione. Molti media tedeschi, infatti, hanno riportato la notizia di questa contro-dimostrazione a favore della concorrenza.

Alcuni tassisti, invece, non hanno condiviso l’entusiasmo dei giornalisti e hanno rivolto offese agli attivisti di SFL, lanciato monete e strappato dalle loro mani i cartelli. In tutto ciò, gli organizzatori della protesta sono rimasti a guardare in modo passivo sul loro palco improvvisato.

Il settore dei taxi dovrebbe capire che il modo migliore per combattere i nuovi concorrenti sarebbe quello di migliorare il servizio e abbassare i prezzi. Sta, invece, facendo proprio il contrario. L’associazione dei taxi di Berlino ha recentemente alzato la quota fissa sulla tariffa di circa il 7%. Chiedono più protezione e lottano contro la competizione nei tribunali, non sul mercato.

Che strano! Forse Burger King smetterebbe di vendere per un giorno il suo Whopper per protestare contro un nuovo panino con il pollo di McDonald’s? O ancora, i commercianti di scarpe chiuderebbero il proprio negozio per una settimana per protestare contro lo store online di Amazon?

Il modello di business del settore dei taxi è terribilmente obsoleto (posto che sia mai stato adeguato ai tempi) e dovrebbe adattarsi al 21esimo secolo, anziché impuntarsi sulle licenze per escludere eventuali competitor.

Se dovessimo usare ancora questa strategia anti-concorrenziale come si è fatto largamente in passato, dovremmo anche viaggiare in carrozze trainate da cavalli e illuminare le nostre case con le candele, mentre i monaci trascrivono i libri a mano.

Fred Roeder è Vice Presidente per Marketing e Comunicazione per Students For Liberty. Ringraziamo Atlas Network per la gentile concessione alla pubblicazione di questo articolo.

http://www.leoniblog.it/2014/07/03/taxi-siamo-nel-21esimo-secolo-di-fred-roeder/

Before joining Students For Liberty as Vice President for Marketing & Communications, Fred Roeder successfully founded a consulting firm, which focuses on healthcare consulting in post-communist countries and trans-atlantic healthcare partnerships. Learn More about Fred Roeder >